Lebbra
 

Febbre Dengue

Malattie dimenticate
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Cosa sono le malattie dimenticate?

Sono malattie che hanno un impatto devastante sulla vita sociale, economica e politica degli abitanti del Sud del Mondo. Il loro potenziale mercato è insufficiente per attirare investimenti privati e vi è una cronica carenza di fondi pubblici destinati alla ricerca: su un totale di 1393 farmaci sviluppati fra il 1975 ed il 1999 solo 13 (1%) sono indicati per queste malattie.

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DISTRIBUZIONE  

Paesi: all'incirca 100 paesi, in America, Africa, Asia e Oceano Pacifico.

N° di casi totali: 50 milioni di persone colpite.

N° di casi annuali: 500 mila.    

 

Chiunque volesse partecipare alla realizzazione di questo sito, inviarci testimonianze o segnalarci errori  può scriverci all' indirizzo info@malattiedimenticate.net

 


CARATTERISTICHE DELL'AGENTE EZIOLOGICO

Nome: virus a singolo filamento di RNA appartenente alla famiglia Flaviviridae; esistono quattro sierotipi DEN-1, DEN-2, DEN-3, e DEN-4. 

Il virus sintetizza tre proteine strutturali (capside, membrana e rivestimento) e sette proteine non strutturali.

 


CARATTERISTICHE DELLA MALATTIA

Ciclo vitale: per gentile concessione del WHO/TDR

 

La febbre dengue è una malattia simile all'influenza; nei bambini è caratterizzata da febbre ed rash. Negli adulti la febbre è più alta ed accompagnata da forti emicranee, dolori nelle regioni orbitali, dolori muscolari e rash. La febbre dengue si manifesta dopo l'esposizione ad un sierotipo, nei confronti del quale il paziente diventa resistente. Esistono però, come detto in precedenza, quattro sierotipi ed una seconda infezione con un sierotipo diverso, può portare a conseguenze ben peggiori: la febbre dengue emorragica (DHF). La DHF è caratterizzata da febbre alta, emorragie, fegato ingrossato e problemi circolatori. La febbre può persistere per diversi giorni e può raggiungere i 41° gradi, seguita da convulsioni e emorragie. Il paziente se non trattato può morire per problemi circolatori.  

I fattori coinvolti nella severità della DHF sono: la prima infezione, l'intervallo di tempo tra quest'ultima e la seconda, il sierotipo virale e il genotipo del paziente. Le principali caratteristiche fisiopatologiche sono correlate con la concentrazione di alcune citochine (molecole coinvolte nella risposta immunitaria), quali IFN-γ, IL-2 e TNF-α

Storia: Prima del 1970 solo nove paesi avevano descritto casi di DHF. Dai circa 100 casi del 1955 si è passati agli attuali 500 mila.

Vie di trasmissione: Il virus è trasmesso attraverso il morso di diverse zanzare del genere Stegomyia. Il principale vettore è Aedes aegypti (nella foto, fonte: WHO/TDR/Stammers ), identificato per la prima volta nel 1906 come responsabile della trasmissione; una volta che la zanzara è stata infettata lo rimane per tutta la vita. Gli umani servono come serbatoio amplificante e molto probabilmente anche le scimmie possono essere considerate come serbatoi. In particolare si ipotizza che il virus si sia diffuso per la prima volta nelle scimmie, e poi i vettori l'abbiano trasmesso all'uomo. Le zanzare trasmettono il virus anche per via verticale, alle proprie progenie.

 


TRATTAMENTI

Attualmente l'unico modo per ridurre i casi di febbre dengue è quello di evitare il contatto con il vettore e controllare la popolazione delle zanzare, modificando il loro habitat e utilizzando larvicidi. E' in corso un programma specifico di pulizia per eliminare bottiglie, copertoni e lattine dall'ambiente (oggetti che ricreano un habitat ideale per la proliferazione dei vettori), così da limitare i possibili luoghi di crescita del vettore.

La diagnosi si basa sulla ricerca di IgM anti-dengue, come indice di una recente infezione; inoltre viene utilizzata la PCR per rilevare la presenza del virus nel siero dei pazienti. Esistono alcune terapie antivirali che possono essere efficaci solo se eseguite nelle prime fasi della malattia.

 


RICERCA E SVILUPPO

Sono in corso alcuni studi per sviluppare larvicidi non tossici per l'uomo, da utilizzare nell'acqua.  

Sono in corso di sperimentazione sei vaccini virali vivi attenuati, che dovrebbero proteggere la popolazione da tutti i sierotipi mantenendo a lungo elevato il titolo anticorpale. Alcuni risultati di una sperimentazione durata quattro anni hanno rivelato che uno dei vaccini attenuati conferisce protezione dalla febbre dengue e non conduce a DHF.

Esiste un sistema globale di rilevazione di dati epidemiologici e di sorveglianza alle mutazioni dei virus; questo programma, chiamato DengueNet, facilita la realizzazione di nuovi metodi di controllo contro la trasmissione della patologia. I dati epidemiologici e di laboratorio sono raccolti da diverse istituzioni, che riordinano i risultati in modo eterogeneo; sul sito sono presenti statistiche dal 1955 al 2001.

Occorre sviluppare nuove strategie di diagnosi della malattia; un test con target la proteina non strutturale NS1 è già in via di studio.

 


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