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INTRODUZIONE
Lo sviluppo di farmaci è un’attività di ricerca complessa, costosa e caratterizzata da un impegno continuo. Nei decenni passati, con un’ampliamento e
una complessità crescente nel mondo della ricerca farmaceutica, lo scettro è passato gradualmente dalle mani dei grandi istituti di ricerca pubblica alle multinazionali
farmaceutiche. Grazie ai larghissimi guadagni e all’esperienza acquisita con la produzione e la vendita di farmaci, le grandi industrie farmaceutiche sono (e sembrano le uniche) in
grado di affrontare le spese e di seguire il giusto percorso per giungere alla commercializzazione di un nuovo farmaco. E’ quindi un fatto conclamato che le forze di mercato sono
oramai la bussola dell’universo farmaceutico e, contemporaneamente il campo dell’ideazione e dello sviluppo dei farmaci non può sfuggire al giogo del profitto.
Nelle pagine dedicate alle diverse malattie dimenticate abbiamo visto come i “neglected diseases” sono una delle
principali piaghe che affligono i paesi poveri del mondo e, per comprendere totalmente la gravità di questa tragedia, è necessario considerare che la maggior parte dei farmaci
attualmente disponibili risalgono all’epoca coloniale, alcuni sono difficili da tollerare e altri ancora si stanno dimostrando inefficaci a causa di agenti patogeni oramai
resistenti. Per questo, mai come ora, sono necessari nuovi strumenti di lotta contro le malattie dimenticate ed è essenziale un forte impegno della ricerca farmaceutica. Le regole
del profitto riusciranno a donare strumenti clinici efficienti contro malattie che non hanno mercato? Come può essere tutelato il diritto alla salute (e quindi a farmaci efficienti)
di all’incirca 4 miliardi di persone, che rappresentano meno di un decimo del mercato farmaceutico mondiale? Esistono strategie per favorire l’ideazione e la produzione di
farmaci che non potranno dare profitto? Quale sarà il ruolo del settore pubblico?
IL MERCATO FARMACEUTICO MONDIALE: Alcuni fatti e cifre
Finanziariamente, il settore farmaceutico è il primo della classe: nel ’99, per quanto riguarda gli Stati Uniti, la rendita media è stata del 18,6%, a
confronto del 15,8% per le banche e dallo 0,5% al 12% per le restanti industrie. 1
Il marcato farmaceutico mondiale è valutato, complessivamente, 446,3 miliardi di dollari annui (nel 2003), il valore di tale marcato è aumentato del 9% rispetto all’anno
precedente e che si prevede di varcare la soglia dei 500 miliardi molto presto. 2
Un altro fattore da considerare è la dimensione del sacrificio economico, successivamente largamente ricompensato dai larghissimi ricavi, necessario per lo sviluppo di un nuovo
farmaco; le cifre sono così alte come dichiarato dalle industrie farmaceutiche? Il dibattito è molto accesso, alcuni esperti fissano la cifra attorno ai 300 milioni di dollari3, altri fra i 160 e i 450 4 ed altri ancora pensano invece che i costi sono molto più bassi e si aggirano intorno ai 50 milioni di dollari.5
Questo insieme di dati porta a concludere che il mercato farmaceutico è molto ricco e fiorente, condizione ideale per favorire nuovi investimenti e, attraverso un’intensa attività
di ricerca, la nascita di nuovi farmaci.
Purtroppo, però, se consideriamo (come pare evidente) il diritto alla salute inalienabile, appare all’orizzonte un netto contrasto: nel 2003 Nord
America, Europa e Giappone costituvano l’85% del mercato farmaceutico mondiale, Africa ed Asia (i due terzi della popolazione mondiale) all’incirca l’8%1; meno del
10% della spesa mondiale in R&D medica riguarda alcune delle principali malattie che possono colpire il 90% della popolazione mondiale.
LA RICERCA DIMENTICATA
Nelle pagine dedicate alle diverse malattie dimenticate abbiamo visto come i “neglected diseases” siano una delle principali piaghe che colpiscono i
paesi poveri del mondo e, per comprendere totalmente la gravità di questa tragedia, è necessario considerare che la maggior parte dei farmaci attualmente disponibili risalgono
all’epoca coloniale, alcuni sono difficili da tollerare e altri ancora si stanno dimostrando inefficaci a causa di agenti patogeni oramai resistenti. Per questo, mai come ora, sono
necessari nuovi strumenti di lotta contro le malattie dimenticate ed è essenziale un forte impegno della ricerca farmaceutica. Ecco
le principali fasi della ricerca farmaceutica e i maggiori ostacoli che possono essere riscontrati nell’ideazione e progettazione di un farmaco per le malattie dimenticate:

Considerando i dati elencati nel capitolo precedente sembra evidente che il mercato non sia in grado di portare alla luce nuovi farmaci o vaccini per le
malattie dimenticate; quali sono stati i risultati raggiunti negli ultimi anni?
Tra il 1975 ed il 1997 i farmaci immessi nel mercato indicati per le malattie dimenticate sono 16 su 1393 farmaci totali (all’incirca l’1%) 6
Allo stesso modo il numero di farmaci in via di sviluppo grazie all’iniziativa privata è molto basso: attraverso il sito della phrma (Pharmaceutical
Research and Manufacturers of America) si puo riscontrare che stanno attraversando trials clinici un farmaco per il colera, uno per il tifo, uno per la malaria ed uno per la
tubercolosi. In uno studio intitolato A Survey of Private Sector Drug Research and Development del 2001, il DND Working Group (Drugs For Neglected Diseases working group, parte di
Medici Senza Frontiere) ha chiesto alle 20 più grandi industrie farmaceutiche quale fosse il loro impegno nella produzione di farmaci indicati per le malatie
dimenticate; solo 11 hanno risposto ed il quadro emergente è questo:
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n. di aziende che sono impegnate in R&D
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n. di aziende che stanno eseguendo Screening di molecole
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n. di aziende che sono impegnate in studi pre-clinici o clinici
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n. di aziende che hanno immesso farmaci negli ultimi 5 anni
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Malattia del sonno
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0
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0
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0
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Chagas
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1
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0
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Cecità del fiume
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0
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1
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0
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Malaria
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2
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2
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Tubercolosi
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5
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4
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3
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1
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Quindi, nessuna compagnia era alla ricerca di “candidati farmaci” contro la malattia del sonno, Chagas, e cecità del
fiume; nessuna compagnia ha immesso nel mercato farmaci per malattia del sonno, cecità del fiume e Chagas; nessuna compagnia stava svolgendo trial clinici per la malattia del sonno,
una per Chagas e una per la cecità del fiume; la situazione sembra migliore per la malaria e per la tubercolosi per le quali alcune compagnie sono impegnate in attività di ricerca
a diversi livelli.
Se il settore privato non è in grado, come risulta da queste indagini, di garantire un adeguato impegno nello sviluppo di
nuovi farmaci, è logico considerare essenziale il ruolo del settore pubblico. Ma qual è l’ammontare dell’impegno pubblico e no-profit nella ricerca contro le malattie
dimenticate?
In un’altra ricerca del DND Working group7 si è chiesto ad esperti internazionali di stimare la spesa pubblica in R&D
(research and development) per le malattie dimenticate:
Leishmaniasis (Dr. Farrokh Modabber, Director of the Infectious Disease Research Institute, Seattle, USA) = 20 milioni di dollari, il 15-20% dei quali spesi direttamente nello sviluppo di farmaci
Malaria (Dr. Catherine Davies of Wellcome Trust) = 150 milioni di dollari nel ‘99
Malattia del sonno (Mr. Felix Kuzoe, the Special Programme for Research and Training in Tropical Diseases (TDR)) = 20 milioni di dollari, il 20% di questi spesi nello sviluppo di farmaci, sopratutto
grazie alla Gates Foundation.
Tuberculosi (Dr. Paul Nunn del TDR) = 143 milioni di dollari nel 2000 ed il 37% utilizzati per lo sviluppo di farmaci.
Considerando le dovute approssimazioni e il fatto che queste cifre sono stime e non dati ufficiali, l’impegno economico totale dovrebbe aggirarsi
attorno ai 350 milioni di dollari, dove la spesa pubblica mondiale in R&D è stimata attorno ai 30 miliardi di dollari8 3 miliardi e 100 milioni dei quali spesi negli USA per la lotta contro il cancro.9
Alla cronica mancanza di fondi si aggiunge una tendenza (che recentemente si sta diffondendo all’interno di molti ambienti accademici) chiamata valorizzazione della ricerca, ovvero un insieme di politiche che mirano a trasformare la
ricerca pubblica in un investimento in grado di generare un ritorno economico. Quali saranno gli effetti a lungo termine di questo tipo di politiche? La ricerca pubblica riuscirà a fuggire dal tranello che ha causato, e ancora causa, il fallimento della ricerca privata
nella lotta contro le malattie dimenticate?10
I governi occidentali avrebbero il potere di rendere protagonista la ricerca pubblica biomedica, investendo in fasi della ricerca “deboli” o interamente in mano ai privati.
Purtroppo, però le malettie dimenticate rimangono, per la maggior parte dei governi occidentali un “nemico” non prioritario.
D’altrocanto i governi dei paesi meno sviluppati, si trovano stritolati da, una carenza cronica di fondi, la mancanza di investimenti sanitari a lungo termine e vari tentativi
fallimentari di dare origine a infrastrutture farmaceutiche.
Il più grosso ostacolo allo sviluppo di nuovi farmaci risiede nel passaggio dalla ricerca di base alla fase
preclinica, che solitamente, per altre categorie di malattie, coincide
con la transizione dall’iniziativa pubblica a quella privata.10 La sola ricerca di base, tradizionalmente condotta all’interno di istituti accademici, che consente di incrementare e migliorare la conoscenza dei
diversi agenti patogeni o patologie, non è sufficiente. L’unica soluzione possibile sembrano essere iniziative o programmi internazionali che, attraverso l’utilizzo delle
conoscenze provenienti dalla ricerca di base accademica e competenze specifiche dell’universo farmaceutico, abbiano come obiettivo la produzione di farmaci o vaccini.
La cooperazione fra pubblico, privato e organizzazioni no-profit potrebbero essere un utile strumento in grado di scavalcare l’insormontabile ostacolo presente fra la ricerca di
base e quella pre-clinica.
Le principali iniziative sono: WHO/UNDP/World Bank Special Programme for Research and Training in Tropical Diseases (TDR), Global Alliance for TB Drug Development (GATB), the Global Alliance for Vaccines and
Immunization (GAVI), the Institute for OneWorld Health (iOWH), the International AIDS Vaccine Initiative (IAVI), the International Vaccine Institute (IVI), and the Medicines for
Malaria Venture (MMV). Per una completa analisi dei singoli progetti consultare The worldwide commitment to devolop drugs and vaccine for neglected diseases di Hellen Gelband and Patrice Trouiller del DND Working Group disponibile on-line
all’indirizzo
Il TDR (Special Programme for Research and Training in Tropical Diseases) è
il principale organo pubblico internazionale che si occupa di ricerca sulle malattie tropicali. Nato nel 1975 come un progetto comune fra OMS, Banca Mondiale e ONU, ha due obiettivi:
Anche se il budget annuale ha raggiunto solo negli ultimi anni i 50 milioni di dollari (previsioni per il biennio 2004-5), il TDR ha ottenuto alcuni risultati nella lotta contro
le malattie dimenticate, finanziando insieme a diverse multinazionali farmaceutiche la realizzazione di diversi farmaci: Praziquantel (indicata per Schistosomiasis), Mefloquine
(Malaria), Ivermectin (Onchocerciasis), Halofantrine (Malaria), Eflornithine (African Tryp), Liposomal (Leishmaniasis), Artemether (Malaria), Artemether-umefantrine (Malaria),
Artemotil (Malaria), Miltefosine (Leishmaniasis), Chlorproguanil-dapsone (Malaria).11 E’ l’unico organismo che finanzia R&D sulle cosidette “malattie maggiormente dimenticate” (most
neglected diseases), insieme di malattie che colpiscono solamente i paesi tropicali, che non fanno parte di interessi strategici e militari dei paesi “sviluppati” o più
semplicemente non danno origine a interessi economici o politici. Il budget dello Special Programme for Research and Training in Tropical Diseases è
così ripartito fra le diverse patologie (dati per il biennio 2002/03): malaria (41.8%), TB (21%), malattia del sonno (5.9%), filaria linfatica (5.7%), leishmaniasis (5%), cecità del fiume (4.7%), schistosomiasis (4.5%),
morbo di Chagas (3.9%), dengue (3.9%) e lebbra (3.6%).12
Le altre iniziative, come Global Alliance for TB Drug Development
(GATB) e Medicines for Malaria Venture (MMV), riguardano principalmente malaria e tubercolosi. E’, quindi
garantito l’appoggio economico di alcune industrie farmaceutiche, grazie al fatto che le due patologie sono malattie globali e colpiscono pazienti anche nei paesi “sviluppati”
e possono avere una quota di mercato.13
Purtroppo, storicamente la maggior parte dei già esigui investimenti in R&D per le malattie dimenticate (per il TDR all’incirca il 60% del budget annuale) sono indirizzati
verso malaria e tubercolosi, rischiando così, di lasciare alle altre 8 malattie classificate come “most neglected diseases” solamente una quantità di fondi non sufficiente.
Per colmare questa grave mancanza è nato da un paio d’anni il DNDi (Drugs for Neglected Diseases
initiative), che ha avuto origine da Medici senza Frontiere e dal Drugs for Neglected Diseases Working Group.
Il DNDi ha come principale obiettivo la realizzazione di nuovi farmaci o nuove formulazioni di farmaci già esistenti per i most neglected diseases, attraverso collaborazioni con il
settore pubblico, la comunità scientifica mondiale, industrie farmaceutiche e altre organizzazioni no-profit.
Cercherà, quindi, di costruire reti di collaborazione e solidarietà Sud-Sud e Nord-Sud di dare supporto ad infrastutture già esitenti in paesi
dove le malattie sono endemiche, e
contribuire alla costruzione di nuove strutture attraverso il trasferimento di tecnologie essenziali al R&D per le malattie dimenticate. Il protagonismo dei paesi del Sud del Mondo è una priorità essenziale per un’efficace lotta contro le malattie dimenticate. Attualmente
collaborano attivamente ed in maniera continuata Medici senza Frontiere, la fondazione Oswaldo Cruz, l’Indian Council for Medical Research, il Kenya Medical Research Institute, il Ministero della Sanità della Malesia, il TDR e l’istituto Pasteur di
Parigi.
Il DNDi combatte per ridurre le disparità esistenti nel mondo farmaceutico; alla base della R&D non vi sono i bisogni del mercato ma le necessità dei pazienti,
colpiti da malattie troppo a lungo dimentiche dall’industria farmaceutica. Per concludere, parafrasando un documento di presentazione del DNDi, il successo di R&D per le
malattie dimenticate è strettamente legato all’impegno di persone per le quali il profitto è irrilevante rispetto al valore della vita umana.
LINKS
www.dndi.org
www.neglecteddiseases.org
REFERENCES
1 “How the industry stack up”. Fortune 17 aprile 2000
2 IMS World Review
3 Kettler H. Updating the Cost of a New Chemical
Entity. Office of Health Economics, London, 1999
4 DiMasi J, Seibring MA & Lasagna L. New
drug developments in the United States from 1963 to 1992. ClinicalPharmacology and Therapeutics, 1994; 55, 609-622
5 Love J. Call for more reliable costs data on
clinical trials. Marketletter, 1997; 13, 24-25
6 Patrice Trouiller et al. Drug development for neglected diseases: a deficient market and a public-health policy failure. THE LANCET 2002; 359, 2188-2194. Disponibile qui
7 Fatal Imbalance The
Crisis in Research and Development for Drugs for Neglected Diseases, Published by Médecins Sans Frontières Access to Essential Medicines Campaign and the Drugs for Neglected
Diseases Working Group; September 2001
8 Global Forum for Health Research, The 10/90 Report on Health Research, estimate for 1999, 2000. Available: www.globalforumhealth.org.),
9 National Cancer Institute, National Institute of Health, Cancer Facts. [Online]. Available: http://www.graylab.ac.uk/cancernet/600011.html.)
10 Els Torreele. Public Disease Research. Biotech Develop Monitor; 2001. Disponibile qui
11 WHO/TDR, Drugs brought to registration,
www.who.int/tdr/about/products/registration.htm 12 H.Gelband et P.Trouiller. The worldwide commitment to devolop drugs and vaccine for neglected diseases. Published
by MSF and DND Working Group; 2001. Disponibile qui
13 Bernard Pécoul. New Drugs for Neglected Diseases: From Pipeline to Patients, PLoS Medicine, October 2004. Disponibile qui
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